Si dice sempre che il tempo è danaro. Ma bisogna ricordarsi che l'equazione non è reversibile: il danaro non è tempo. Il tempo è vita. Io decido dove investirla: nella pesca, nell'orto, al sindacato, in famiglia. Questa è libertà. Una parola grossa che bisogna imparare presto a riempire di piccole cose. Altrimenti è disperazione. Ci sono operai che fuori dal posto di lavoro si sentono spiazzati, inutili, sprecati. Sono convinti di impiegare al massimo il loro tempo e la loro vita solo quando le loro ore sono retribuite. Quando il padrone dà loro un prezzo e quindi un valore. Non hanno altri sistemi di misura per giudicare il buon impiego della loro esistenza. Quindi dipendono dal metro del padrone che sono i soldi. E vedi queste coppie che alla domenica fanno qualunque cosa presi dal terrore di sentirsi vuoti. E corrono. Salgono in macchina e si mettono in colonna. Vanno dal nulla al nulla, ma velocemente. E vedi una coppia che presa dall'angoscia del vuoto va a trovare un'altra coppia di disperati. E alla fine della giornata, con un sospiro di sollievo, si raccontano d'aver fatto qualcosa, perche' hanno contemplato il loro vuoto in quattro. Si sentono sereni e al loro posto solo il lunedi'. Sono costoro che quando andranno in pensione perderanno ogni senso della loro esistenza, perche' ne avevano una soltanto: la paga oraria. Quando cominciano a vivere di rendita danno di matto. Non sanno più dove buttare il tempo e la vita.
Federico Bozzini, Cipolle e libertà
Federico Bozzini, Cipolle e libertà
postato da: laylee alle ore 10:06 | Permalink | commenti (2)
categoria:saggezza, riflessioni sulla vita
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