lunedì, 21 luglio 2008
I cani sono infastiditi dalla rete. Annusano, cercando di ricordare quali sono i loro veri rapporti con le creature il cui odore scatena ricordi ancestrali. "Vieni via" gridano i loro padroni. "Vieni qui, Bonzo! Millie! Trixie!" Tutti i fine settimana i parchi si riempiono di cani, e quelli che popolano questo parco, uno dei più piacevoli, un distaccamento dell'Heath, probabilmente hanno passato una triste settimana chiusi in una casa o addirittura in un appartamento, e ora vengono portati fuori, ma in libertà condizionata, senza guinzaglio per un tempo brevissimo, per concessione. Cani che quasi non vedono un loro simile da quando sono stati sottratti alle mammelle della madre e ai giochi con i fratelli, si trovano in mezzo a cani grandi e piccoli, cani come loro. "Ehi, un momento..." sussurrano i loro istinti, "non è detto che un cane debba essere l'appendice di un uomo." Vanno l'uno verso l'altro, scodinzolando: si annusano il sedere, fermandosi immobili per lasciarsi fiutare, o muovendosi in cerchio mentre gli altri cercano col naso odori infatuanti - odori che esplodono nel cervello con istruzioni contrarie a tutto ciò che è stato loro insegnato. Un cane si avvicina a un altro portando un bastone o abbaiando un invito: vieni a giocare, vieni a rincorrermi. E subito una deina di cani di tutte le taglie si mettono a scorrazzare, inseguendosi l'un l'altro, e i loro latrati sembrano grida di gioia. Discenderanno forse da generazioni di cani confinati in casa, legati agli uomini, eppure sono già un branco: si distingue il capo e il formarsi di una gerarchia... li si vede come sarebbero, lasciati a se stessi per procurarsi il cibo, cacciare e battersi. E si sentono dentro istinti antichi come i loro, istinti che risalgono a quando l'ululato di un lupo in una famelica notte invernale faceva venire i brividi ai nostri antenati. Ma... arrivano i padroni, gli esseri umani, arrivano di corsa a ristabilire l'ordine. "Vieni qui subito, Bonzo! Gruff! Fifi! Lulu!... Cattivo! Sta vicino!" Il branco si scioglie e i cani tornano sobriamente dai loro padroni. "Bravo! Bravo!" E riprendono il passo dietro a gambe umane, annusando mani umane che danno pacche e carezze e appoggiano in terra scodelle di cibo. Ma mentre si allontanano, voltano la testa a guardare gli altri, i cani proibiti. E questo sguardo non è solo malinconico, ma anche perplesso.

Doris Lessing, "Piaceri nel parco" ("Racconti londinesi")
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categoria:natura, saggezza
giovedì, 10 luglio 2008
Women say special, unique things that men can never say. A man hears these things and realizes that he simply does not understand and that no one will ever be able to explain them to him.
For example, women say: "I can't walk in these shoes".
This remark alone can kill a night out. You've been for a meal or watched a show, and you fancy going on somewhere just down the street, or maybe it's time for a taxi and there's a rank only a few hundred yards away. So the man says: "Let's walk there, it's a fine night.". And the high-heeled, pinch-toed woman says: "No way, I can't walk in these shoes".
Now, to a man, the concepts of "shoes" and "walk" are inextricably linked. THey sort of go together, they are made for each other. If you are wearing shoes, you can walk. If you are going to walk, you wear shoes. The idea of buying and wearing a pair of shoes in which you cannot walk is as bizarre as, say, buying a raincot that can be worn onky indoors.

David Wilson, "This age we're living in".
postato da: laylee alle ore 23:52 | Permalink | commenti (1)
categoria:donne, saggezza, consumismo