martedì, 27 gennaio 2009
Si dice sempre che il tempo è danaro. Ma bisogna ricordarsi che l'equazione non è reversibile: il danaro non è tempo. Il tempo è vita. Io decido dove investirla: nella pesca, nell'orto, al sindacato, in famiglia. Questa è libertà. Una parola grossa che bisogna imparare presto a riempire di piccole cose. Altrimenti è disperazione. Ci sono operai che fuori dal posto di lavoro si sentono spiazzati, inutili, sprecati. Sono convinti di impiegare al massimo il loro tempo e la loro vita solo quando le loro ore sono retribuite. Quando il padrone dà loro un prezzo e quindi un valore. Non hanno altri sistemi di misura per giudicare il buon impiego della loro esistenza. Quindi dipendono dal metro del padrone che sono i soldi. E vedi queste coppie che alla domenica fanno qualunque cosa presi dal terrore di sentirsi vuoti. E corrono. Salgono in macchina e si mettono in colonna. Vanno dal nulla al nulla, ma velocemente. E vedi una coppia che presa dall'angoscia del vuoto va a trovare un'altra coppia di disperati. E alla fine della giornata, con un sospiro di sollievo, si raccontano d'aver fatto qualcosa, perche' hanno contemplato il loro vuoto in quattro. Si sentono sereni e al loro posto solo il lunedi'. Sono costoro che quando andranno in pensione perderanno ogni senso della loro esistenza, perche' ne avevano una soltanto: la paga oraria. Quando cominciano a vivere di rendita danno di matto. Non sanno più dove buttare il tempo e la vita.
Federico Bozzini, Cipolle e libertà
sabato, 17 gennaio 2009
Come un angelo feroce, ragazzo, sarai un mito.
Sebbene il vento blu stia bussando alla porta del cuore, tu sei lì che mi fissi e mi sorridi.
Impegnato a cercare una carezza, inconsapevole del tuo destino, il tuo sguardo è ancora quello di un bambino.
Tuttavia, lo troverai,
sulle tue spalle ci sono le ali che ti guideranno nel futuro lontano.
La tesi di un angelo crudele.
Dalla finestra un giorno dovrai partire per un viaggio.
Con un emergente patos, se tradirai i tuoi ricordi,
stringi questo cielo e risplendi, ragazzo sarai un mito.
Dormi per lungo tempo, nella culla del mio amore.
Verrà il giorno dedicato a quella persona che cerca l'amore.
Il chiarore della luna rende visibile la parte alta del tuo collo.
Fermate il tempo in tutto il mondo, riuscirò a sconfiggerli!
Se il nostro incontro significa qualcosa, io sarò, si, la Bibbia da conoscere liberamente.
La tesi di un angelo crudele.
La tristezza, poi, potrà cominciare.
Stringi l'immagine della vita.
Quando capirai di aver raggiunto quel sogno, emettendo luce più do ogni altro,
ragazzo, sarai un mito.
Alternando amori, le persone fanno la storia. Ma anche senza questo bene, saprò vivere.
Neon Genesis Evangelion
domenica, 07 dicembre 2008
Comunque... Ecco come non fare carriera: a) perdere la ragazza; b) piantare l'universita': c) lavorare in un negozio di dischi, d) restare nei negozi di dischi per il resto della vita. Vedi quelle immagini della gente di Pompei, e pensi: che assurdita'! Una partitina a dadi dopo il te' e zacchete: per qualche migliaio di anni la gente ti ricordera' cosi'. E se era la prima partita della tua vita? E se stavi giocando solo per far compagnia al tuo amico Augustus? E se proprio in quel momento avevi appena terminato uno splendido poema o qualcosa del genere? Non sarebbe fastidioso essere commemorati nei secoli come giocatori di dadi? Certe volte guardo il mio negozio (perche', come si suol dire, non mi sono lasciato crescere l'erba sotto i piedi, negli ultimi quindici anni, e circa dieci anni fa ho preso in prestito il denaro, e ho aperto un mio negozio!), e i miei clienti regolari, quelli che vengono tutti i sabati, e capisco perfettamente come si sentirebbero quei poveri pompeiani, se potessero sentire qualcosa (benche' la loro caratteristica sia esattamente quella di non sentire niente). Sono bloccato in questa posa, questa posa da proprietario di negozio, per l'eternita', a causa di alcune brevi settimane del 1979 in cui diedi un po' fuori di matto. Poteva andarmi peggio, immagino, avrei potuto infilarmi nel primo ufficio di reclutamento dell'esercito, o andare a lavorare nel piu' vicino mattatoio. Cio' nonostante, mi sento come se fosse cambiato il vento mentre facevo una boccaccia, e adesso fossi costretto a passare il resto della vita sempre con questa orribile smorfia stampata in faccia.
venerdì, 14 novembre 2008
Lay where you're laying
Don't make a sound
I know they're watching
They're watching
All the commotion
Has people talking
Talking
You
Your sex is on fire
Dark of the alley
The breaking of day
Head while I'm driving
I'm driving
Soft lips are open
Them nuckles is pale
Feels like you're dying
Your dying
You
Your sex is on fire
And so
Were the words to transpire
Hot as a fever
Rattling bones
I could just taste it
Taste it
But it's not forever
But it's just tonight
Oh we're still the greatest
The greatest
The greatest
You
Your sex is on fire
You
Your sex is on fire
And so
Were the words to transpire
And you
Your sex is on fire
And so
Were the words to transpire
Kings of Leon
sabato, 11 ottobre 2008
I'm lying in bed on a windless night
my hot head burning in a cold blue light
wondering and worrying and wandering though... indigo
we were walking on beaches we were walking in the sky
two hearts gone cold two well run dry
searching and longing but we didn't know why... indigo
you took me higher than the highest high
touched my hand let me kiss the sky
you were deeper than the deepest sea
forgiving all the wrong in me
you were truer than the truest true
like you were me and i was you
bluer than the bluest blue... indigo
we were out of control we were out of our minds
restless and hungry selfish and blind
how could so much love turn so unkind... indigo
well i remember you laughing as i opened the door
now you're locked in my mind and split in my floor
why does god give us everything but we still want more... indigo
take me higher than the highest high
touch my hand let me kiss the sky
go deeper than the deepest sea
forgiving all the wrong in me
be truer than the truest true
like you were me and i was you
bluer than the bluest blue... indigo
sabato, 20 settembre 2008
Trust the Universe to come up with an answer. The Catch 22 situation, which troubles, will come to a head and the impasse you have been sitting in will resolve. Try not to get too greedy: short-term gain does not guarantee long-term prosperity.
Anonimo... e poi chissenefrega chi l'ha scritto?
domenica, 07 settembre 2008
I believe in you and me
I'm coming to find you
If it takes me all night
Wrong until you make it
And I won't forget you
At least I'll try
And run, and run tonight
Everything will be alright
Everything will be alright
Everything will be alright
Everything will be alright
I was out shopping for a doll
To say the least, I thought I've seen them all
But then you took me by surprise
I'm dreaming bout those dreamy eyes
I never knew, I never knew
So take your suitcase, cause I don't mind
And baby doll, I meant it ever time
You don't need to compromise
I'm dreaming bout those dreamy eyes
I never knew, I never knew
But it's alright...
Everything will be alright
Everything will be alright
Everything will be alright
Everything will be alright
The Killers
lunedì, 18 agosto 2008
Le lacrime sgorgano quando provo un'emozione, positiva o negativa. Quando mi raccontano un fatto che mi colpisce. Quando dico addio a qualcuno. Quando rivivo la mia vita in un film mentale e vedo quante cose belle ho fatto fin'ora. [...] Quando sono stanca, perchè mi sento vulnerabile. Quando non riesco a spiegarmi come vorrei, perchè mi provoca frustrazione. Quando vengo accusata di qualcosa che non ho fatto, senza lasciarmi la possibilità di difendermi. Sono fatta cosi'. Sono una persona che vive ogni cosa a 360° e certo, vorrei e ci proverò per tutta la vita ad essere più impassibile, ma non posso frenare un'emozione quando mi esplode dentro, e non ho intenzione di vergognarmi di questo.
Le lacrime sono solo acqua e sale. Vorrei riuscire a spiegare questo, a chi mi osserva e mi giudica.
blossom80,
Secrets, dreams, wishes... on my moon.
lunedì, 21 luglio 2008
I cani sono infastiditi dalla rete. Annusano, cercando di ricordare quali sono i loro veri rapporti con le creature il cui odore scatena ricordi ancestrali. "Vieni via" gridano i loro padroni. "Vieni qui, Bonzo! Millie! Trixie!" Tutti i fine settimana i parchi si riempiono di cani, e quelli che popolano questo parco, uno dei più piacevoli, un distaccamento dell'Heath, probabilmente hanno passato una triste settimana chiusi in una casa o addirittura in un appartamento, e ora vengono portati fuori, ma in libertà condizionata, senza guinzaglio per un tempo brevissimo, per concessione. Cani che quasi non vedono un loro simile da quando sono stati sottratti alle mammelle della madre e ai giochi con i fratelli, si trovano in mezzo a cani grandi e piccoli, cani come loro. "Ehi, un momento..." sussurrano i loro istinti, "non è detto che un cane debba essere l'appendice di un uomo." Vanno l'uno verso l'altro, scodinzolando: si annusano il sedere, fermandosi immobili per lasciarsi fiutare, o muovendosi in cerchio mentre gli altri cercano col naso odori infatuanti - odori che esplodono nel cervello con istruzioni contrarie a tutto ciò che è stato loro insegnato. Un cane si avvicina a un altro portando un bastone o abbaiando un invito: vieni a giocare, vieni a rincorrermi. E subito una deina di cani di tutte le taglie si mettono a scorrazzare, inseguendosi l'un l'altro, e i loro latrati sembrano grida di gioia. Discenderanno forse da generazioni di cani confinati in casa, legati agli uomini, eppure sono già un branco: si distingue il capo e il formarsi di una gerarchia... li si vede come sarebbero, lasciati a se stessi per procurarsi il cibo, cacciare e battersi. E si sentono dentro istinti antichi come i loro, istinti che risalgono a quando l'ululato di un lupo in una famelica notte invernale faceva venire i brividi ai nostri antenati. Ma... arrivano i padroni, gli esseri umani, arrivano di corsa a ristabilire l'ordine. "Vieni qui subito, Bonzo! Gruff! Fifi! Lulu!... Cattivo! Sta vicino!" Il branco si scioglie e i cani tornano sobriamente dai loro padroni. "Bravo! Bravo!" E riprendono il passo dietro a gambe umane, annusando mani umane che danno pacche e carezze e appoggiano in terra scodelle di cibo. Ma mentre si allontanano, voltano la testa a guardare gli altri, i cani proibiti. E questo sguardo non è solo malinconico, ma anche perplesso.
Doris Lessing, "Piaceri nel parco" ("Racconti londinesi")
giovedì, 10 luglio 2008
Women say special, unique things that men can never say. A man hears these things and realizes that he simply does not understand and that no one will ever be able to explain them to him.
For example, women say: "I can't walk in these shoes".
This remark alone can kill a night out. You've been for a meal or watched a show, and you fancy going on somewhere just down the street, or maybe it's time for a taxi and there's a rank only a few hundred yards away. So the man says: "Let's walk there, it's a fine night.". And the high-heeled, pinch-toed woman says: "No way, I can't walk in these shoes".
Now, to a man, the concepts of "shoes" and "walk" are inextricably linked. THey sort of go together, they are made for each other. If you are wearing shoes, you can walk. If you are going to walk, you wear shoes. The idea of buying and wearing a pair of shoes in which you cannot walk is as bizarre as, say, buying a raincot that can be worn onky indoors.
David Wilson, "This age we're living in".